sabato, 29 dicembre 2007



Parto. Me ne vado a festeggiare un anno che finalmente finisce e a salutare un anno che è ancora soltanto un'idea ed una speranza. Non so se torno; in effetti non ne ho alcuna intenzione.

No, niente paura: semplicemente, come un anno fa, il me che sono ora non mi piace, e voglio lasciarlo là, lontano, per non reincontrarlo, se possibile, mai più. Un anno fa mi promisi delle cose; non le avrò forse mantenute tutte, ma ne ho mantenute parecchie, e tra le più importanti.

Ma, come spesso accade, la vita mi ha portato dove voleva lei. Lontano.

Lontano da me, da quel me che vorrei vedere allo specchio ogni mattina e che da un po' di tempo invece sembra scomparso. Forse l'ho lasciato andare. Di sicuro non tornerà, se non sotto altra forma.

E allora cerchiamo di lasciar andare, lontano, anche questo me.

 

A fine anno solitamente si tracciano dei bilanci e si cerca di capire quale sia stata la costante dei 365 giorni passati.

Facciamo allora che vi dico come va la mia vita, oggi, dandole un voto da 0 a 10 e che cerco di individuarne la costante: beh, signori, senza tante palle, va da 5 - -   e la costante di quest'anno è stata il Viaggio; in tutte le sue forme.

E allora, chiudiamo proprio con un viaggio, sperando paradossalmente di ritrovare un po' di punti fermi per poi essere pronti a buttarsi in tutte quelle novità che si stanno appressando davanti alla porta di questo 2008 che è da venire.

 

Di sicuro c'è una cosa sola; e sarà anche poco, ma quel poco è un poco onesto: 

 

"Tutto Da Fare, e Niente da Perdere"

 

author: Swordmaster @ dicembre 29, 2007 18:19
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domenica, 16 dicembre 2007



" e che il silenzio

dentro le ossa

non inganni

sulla inesorabile

attività "

author: Swordmaster @ dicembre 16, 2007 18:43
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venerdì, 16 febbraio 2007



Victory Is Mine!

31 Gennaio 2007. Milano, Università degli Studi, via Festa del Perdono, Dipartimento di Filosofia, Terzo Piano. Il peso di una giornata e, soprattutto, di una nottata infernale passata chino sui libri ad una scrivania fin troppo ordinata, opprime le mie stanche membra intirizzite dal freddo e dalla nebbiosa umidità milanese. Ore 9.12, mi dirigo lungo il corridoio per posizionarmi al di fuori dell'ufficio del prof. Trabattoni, dove tra circa 20 minuti cominceranno gli appelli d'esame, dovrei essere il terzo. Procedendo lungo il corridoio mi faccio un breve esame di coscienza, intenso, sincero: non è più tempo di giocare, o si vince o si torna a casa...non sono poi così sicuro di sapere Tutto ciò che c'è da sapere (ho imparato la lezione dell'appello precedente...niente più Ybris), tuttavia, come dice il saggio Pau:

Non so se riuscirò...ma sono tutto quel che ho...

Fuori dalla porta dell'ufficio del prof ci sono altri tre ragazzi, si fanno quattro chiacchere pre-esame...il solito scambio di idee e la tensione sale, cresce quasi a dismisura. Il Tempo non ha più alcun valore oggettivo. Arriva il Prof. fa l'appello, chiama il primo...il ragazzo di fronte a me si alza...tento di ripassare ancora qualche cosa...riesco giusto a leggere la struttura sul secondo discorso di Socrate...ascolto i ragazzi accanto a me che ripassano, mentalmente ripasso anche io...il fisico comincia a dare i primi segni di cedimento ma l'adrenalina comincia a pompare nello thymos: è uscito il primo ragazzo...30. Dopo qualche minuto esce il prof. Trabattoni...chiama il secondo dell'elenco...assente. E' il mio turno . Mi accomodo sulla sedia di fronte a lui, probabilmente non si ricorda di me e mi fa ripetere le solite cose: "Sì sì Frequentante, il corso di quest'anno, l'istituzionale l'ho dato al primo appello di Gennaio". Si Comincia.

Prima domanda..."E' su "La Verità Nascosta", lo so...cavoli l'ho studiato bene dopo la mazzata del primo appello...vediamo che mi chiede". senza nemmeno consultare il libro (come fece l'appello precedente) il prof. Trabattoni mi chiede:

"Mi Parli delle Dottrine Non Scritte di Platone"

 "Bene...per quanto riguarda le Dottrine non Scritte di Platone..." e parto con una panoramica di tutte le varie interpretazioni (dalla scuola di Tubingen / Milano alle varie tesi di Schleiermacher & Co); vengo interrotto.

"Io veramente le ho chiesto le Dottrine Non Scritte di Platone, queste sono Interpretazioni"

 "Oh...mi scusi...volevo solo dare una panoramica per inquadrare la situazione...Bene, le Dottrine Non Scritte di Platone sono uno sviluppo ulteriore della cosiddetta Teoria delle Idee e..."; vengo reinterrotto:

[con aria seccato / infastidita] "Guardi che anche questa è un'interpretazione, io le ho chiesto Le Dottrine Non Scritte di Platone, i Principi di Queste Dottrine, mi capisce?"

 Panico. Mi vedo ripassare davanti agli occhi la scena dello scorso appello...No cazzo!  Ho in mente una cosa ma non so se è giusta...ormai siamo qui...o la va o la spacca...

"Oh mi scusi, volevo solamente dare organicità al discorso...i principi fondamentali delle dottrine non scritte di Platone sono due: Uno e Diade..." e parto con una dissertazione sui due prinicipi...il prof. non mi ferma...è andata...era la risposta corretta; l'istinto non sbaglia mai!  Bene o male esaurisco gli argomenti dopo qualche minuto, il professore mi chiede qualche precisazione cui rispondo in maniera piuttosto esaustiva. E' andata. Tra me e me penso: "Da qui in poi è tutta discesa. "

Seconda Domanda. Comincio a divertirmi e ad ambientarmi, il prof. è visibilmente più rilassato e bendisposto.

"Veniamo al Fedro...Mmmmh...Sì, mi parli del secondo discorso di Socrate"

 Evvai. lo so praticamente a memoria. Parto con un discorso splendidamente argomentato, preciso, logico, ben costruito...questa domanda è Mia!   Ovviamente vengo interrotto a un decimo nemmeno del mio discorso...il prof. ha capito che sono ferratissimo sul Fedro e passa all'ultima domanda:

"Mi parli ora della figura di Alcibiade nel Simposio"

Buono dai...la so...anche se è l'unica parte del Simposio che non ho letto. Intavolo un'argomentazione convincente anche se non così precisa come potevo e volevo effettivamente esprimerla e alla fine il professore, piuttosto soddisfatto mi sorride e dice:

"Bene...le do 28"

Vittoria!

Una Stretta di mano vigorosa ed esco soddisfatto dall'ufficio; saluto i ragazzi e mi dirigo spedito verso l'uscita...per prima cosa chiamo mia madre e poi casa. Ricevo i loro complimenti mentre l'adrenalina continua a pompare, ancora forte, sulle tempie. Una volta fuori sono solo con me stesso. Sto Bene. Sono fiero del risultato che ho raggiunto e lo sento più che meritato. Do un'occhiata all'orologio...c'è il tempo per fare un giro da Ricordi dove avrei comprato "Negrita", "XXX" e il Dvd di "XXX" (scontatissimi tutti e 3). Nel viaggio di Ritorno in treno e in pullman il fisico, stroncato, cede e mi addormento.  Una volta a casa, mezzo rincoglionito, do la notizia a mia nonna e salgo in camera. Accendo il Pc. E, sistemando gli appunti ed i libri serviti a preparare questo esame, mi abbandono alle splendide note dei Virgin Steele:

Victory Is Mine

Your God isn't here - She is dead
Crushed by your Prophets of Dread
Death-Fire, Mist, Blood and Wine
Torn like a rose from the vine
So you run to the hills to divine
What is left of your frotune and find

VICTORY IS MINE underneath a Savage sky
VICTORY IS MINE from the darkness I have won, oh

Sad Ghosts of old victories
Come crowding the fields where we cleaved
Locked in Immortal embrace
Handsome as Death's Iron face

I will run to the hills where you hide
Seeking Vengeance for all of my kind

VICTORY IN MINE by the Hammer and the Nine
VICTORY IN MINE from the Mountains to the Sea
VICTORY IN MINE Noble tears and Kingly Pride
VICTORY IN MINE under Shadows I will fly

The Thunder meets at Twilight by the Serpentine
No blood running in these veins
Just the blackened ice of the river Styx
Swirling through a Heart of Stone

VICTORY IS MINE underneath a Savage sky
VICTORY IS MINE by the Power and the Sign
VICTORY IS MINE final Darkness, Kingdoms fall
VICTORY IS MINE under Darkness, Iam all

Oh Emalaith, oh Emalaith,
Sworn by the light of the moon
I will be here with you soon

VICTORY IS MINE

 

author: Swordmaster @ febbraio 16, 2007 22:40
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lunedì, 29 gennaio 2007



...Freddo Cane In Questa Palude...

...E Ci sono anche le giornate del cazzo, le giornate in cui stai male e non sai perchè, in cui pensi troppo e ti fai del male, perchè quei pensieri sono come lame che penetrano a poco a poco nel tuo povero cranio martoriato dalle testate che avresti voluto dare...al muro, al mondo, al cuscino...giusto per dormire un pò...Ci sono le giornate in cui non ti riesce nemmeno di sognare, perchè non ci credi più alle possibilità del sogno, non riesci a vederle (e credere senza poter vedere è da folli), non ci sono; giornate in cui ti senti esule in patria, eppure ti è impedito l'esilio: giornate in cui vuoi lasciarti TUTTO alle spalle e ricominciare, in un altro posto, lontano, che, ormai, questo è diventato una palude...e i tuoi maledetti i pensieri-alligatori sono sempre in agguato, ma non puoi, o forse hai semplicemente paura. Ci sono anche queste giornate in cui non ti va la compagnia di nessuno, nemmeno di te...solo un libro di poesie, grazie: siamo chiusi: c'è da mettere ordine sugli scaffali del cuore e dell'anima. Sono le giornate in cui fatichi a ri-conoscerti, ma sono anche le giornate che ti fanno apprezzare appieno l'alba del nuovo giorno ed il sole che lo riscalda. E' calata la notte ormai, arriverà l'alba, domani, speriamo non piova...ma ora fa un freddo cane in questa palude.

 

In Mezzo All'Ombra

 

Guarda come sorge la luna sopra ai tetti

Di Bisanzio...e si inabissa sorda ai nostri

Desideri...ai nostri pensieri

 

Ma in mezzo all'ombra

Si può trovar la forza di riparare

Dall'istinto di odiarci...

 

Guarda come cala la luna e non resta niente

Cosa puoi trovare di più bello e

Freddo...Va e si nasconde timida ed

Incerta...Ma chi sei, Luna?

 

[Andrea Zappalaglio]

 

author: Swordmaster @ gennaio 29, 2007 23:21
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lunedì, 22 gennaio 2007



...Welcome To The World...

18 Gennaio 2007. Appello del monografico di Storia della Filosofia Antica.

Sono pronto, sono carico, ho studiato, e molto, posso farcela, ce la faccio.

Si Apre la porta. Mi Siedo. Prima Domanda.

"Opinione, Scienza, Intelletto nella VII lettera di Platone"

Rimandato.

Non tutto va come deve andare. Puoi metterci tutta la volontà che vuoi, ma se gira male non ci sono cazzi...sei una marionetta nelle mani del Destino...ciò che conta è riuscire a capire come ciò che ti accade possa esserti utile; non giova fare la vittima.

tratto da un'annotazine del mio taccuino

19/01/2007

"...Una Sconfitta Ogni Tanto Ci Ricorda Che Non Siamo Invincibili..."

(Thundersteel)

- In Pullman, andando all'appuntamento con Giulia; Ore 15.43 -

Le Sberle fanno male. Ma Aiutano. E Parecchio. Rimandato al primo esame. Alla prima domanda (assurda, ok, ma era suo dirittto chiedermi anche "Opinione, Scienza, Intelletto nella VII Lettera di Platone"...) [il commento di una mia amica che ha preso 30&lode è stato: .1) la VII lettera è la parte piu difficile del programma per il corso 2) Opinione, scienza e intelletto è la parte piu difficile della VII lettera Ergo è stato proprio stronzo di brutto. Nda] Sconfitta. Ma non ho certo perso la Guerra, ho perso questa Battaglia, e forse è un bene che l'abbia persa, soprattutto in questo modo.

E ora si torna in riga. E alla svelta, con una brusca sterzata. Non mi sento nè abbattuto nè triste, ho solo una gran voglia di tornare là tra dieci giorni e fargli vedere con chi cazzo ha a che fare, perchè non l'ha mica capito, perchè ero, sono preparato bene, ieri e oggi, e perchè lo sarò meglio tra dieci giorni, perchè quel che mi brucia davvero è la figura che ho fatto; il passare per quello che non studia, che non si impegna. Perchè questa bocciatura è andata a toccarmi sul tasto dell'Onore, nell'intimo. E mi ha frainteso. Tutto l'impegno degli ultimi 20 giorni cancellato con una "semplice" domanda in dieci minuti. Qualcun altro, qualche perdente, avrebbe potuto dire: "Ma ne vale veramente la pena? Ne è valsa la pena forse? Io lascio perdere..."

Ne è valsa la pena? Ne vale la pena? Sì, cazzo! Sì che ne è valsa la pena! Conta ciò che impari, conta ciò che sai, conta come ciò che sai può aiutarti a vivere...non certo un buon voto o una bocciatura...

E' un bene essermi preso questo schiaffo. Ero troppo sicuro di me. Avevo ignorato i miei limiti andandone oltre. Gli antichi padri avevano un concetto molto preciso di questa cosa: YBRIS. E l'eroe tragico veniva punito dalla divinità per la sua YBRIS. Con le dovute proporzioni è quel che è successo a me. Per fortuna. Le Sberle, gli Schiaffi Morali Insegnano. E Parecchio. Lo spirito di rivalsa c'è, e non è da tutti; e ho capito che devo sudare sette camicie, com'è giusto che sia, per raggiungere l'eccellenza.

Una Sconfitta Ogni tanto ci ricorda che non siamo invincibili.

E ora, Al lavoro!


author: Swordmaster @ gennaio 22, 2007 18:46
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mercoledì, 17 gennaio 2007



...Sarà un Bel Souvenir...

Ieri era anche il compleanno di mio Padre. 64 anni. L'ho chiamato subito dopo l'esame, mentre ero da Ricordi per prendergli il suo regalo (Doppio Dvd de "Quella sporca dozzina": film cult sulla seconda guerra mondiale.)

Tornato a casa gli faccio gli auguri di persona, lo abbraccio, gli do un bacio. Gli mostro il regalo...lo scarta...fa tipo questa faccia:  e a seguire: ...gli è piaciuto. Ci ho preso. Lo Sapevo

Il Pomeriggio trascorre tranquillo finchè non torna a casa mia madre. Entra in casa, un ciao detto a tutti fra le labbra, quasi afono...Entra in ripostiglio si cambia e torna in sala...mi chiede come va; bene...

Prende e se ne  va in cucina a leggere il giornale...ok che avevo chiamato anche te subito dopo l'esame ma due parole potevi anche dirmele...ma fosse questa la cosa più grave...

La sequenza di azioni descritta là sopra è stata fatta con mio padre presente...cui mia madre non aveva ancora fatto gli auguri. Lei, sua moglie.

A un certo punto alza gli occhi dal giornale, guarda mio padre dalla cucina al divano della sala...mio padre aveva la faccia più abbattuta che gli avessi mai visto dipinta in volto...mormora uno spento "Auguri" e nemmeno due secondi dopo ritorna a leggere il giornale. Non so come abbia fatto mio padre a desistere dal tirarle uno schiaffone madornale...

Ho sofferto come un cane nel vedere fino a che punto sia divisa la mia famiglia; spaccata, distrutta dalle fondamenta...sta su per miracolo...o per abitudine.

Mi ritiro nella mia camera...non riuscivo a pensare a nient'altro che a questa cosa.

Parziale giustificazione per mia madre: stava male...aveva la febbre...ma la giustificazione è Parziale e la sostanza rimane.

Mio padre ha deciso di festeggiare alle 19 nel bar dietro casa in cui va di solito con i suoi "amici". Decido, dopo aver detto che non sarei andato, di partecipare. Odio quell'ambiente. Odio le maniere volgari che si usano, odio le urla, odio lo spazio angusto da barettino di provincia che c'è, odio il modo in cui mio padre ci sta tutto sommato bene lì dentro...Faccio buon viso a cattivo gioco. Mi sento veramente come un pesce fuor d'acqua...mi manca l'ossigeno...non riesco a respirare...ancora poco e muoio...Tagliamo la torta e stappiamo la bottiglia e apriamo i pasticcini...do una mano a distribuire dopo essermi imposto di impostare il mio viso su: "Maschera. Sorridere." Ma dentro è tutta un'altra cosa...guardo mio padre...sembra felice, ma negli occhi gli leggo anche malinconia; forse se ne rende conto anche lui di quanto sia squallido quel buco, quanto lontano siano quelle persone dall'ideale di amico che si era fatto, ma, se così è, preferisce non pensarci: deve attaccarsi a quello che c'è...se ne sta in disparte, da solo, in un angolo, osservando tutti gli altri che lo festeggiano. Io sono la persona che gli è più vicina in senso fisico...forse però sono anche la persona che gli sta più vicina in senso spirituale. Gli fanno un regalo. Non se lo aspettava. Nemmeno io. Forse dopotutto anche nel buco più provinciale e volgare del paese (tra quelli decenti si intende...non siamo certo ai livelli del Circolo Arci) possono trovarsi delle buone persone...un pò rozze all'apparenza, dai modi volgari, ma forse con un gran cuore. Mio padre rimane senza parole.

Torniamo a casa dopo poco. Non ce la facevo più e mio padre guardandomi credo abbia capito che mi trovavo in forte disagio...non sono un buon attore...incrocio mia nonna (materna) in cortile...le faccio vedere il regalo che gli ho fatto...nemmeno lei gli ha fatto gli auguri...non sapeva nemmeno che giorno fosse il compleanno di mio padre. Mangiamo una fetta di torta tutti insieme...mia nonna si scusa, gli fa gli auguri, ma ormai non conta più. Mia madre va a letto, non sta bene. Rimaniamo io, mio padre e mia sorella. Non si cena, nessuno ne ha voglia. Io e mio padre decidiamo di vedere "Quella Sporca Dozzina".

Bellissimo Film. Visto tutto d'un fiato scambiandoci occhiate di intesa e sguardi divertiti. Si stava bene io e lui...ci si capiva...lui ex Maresciallo Militare in pensione io Spirito Guerriero che crede in molti dei valori fatti propri dall'esercito nei suoi tempi migliori, i suoi. Siamo della stessa pasta. Per non parlare del carattere. Identico.

Finito il film si va a nanna...torno in camera ma sento di dover fare una cosa.

Scendo le scale...trovo mio padre seduto sulla poltrona a fissare il vuoto...probabilmente stava pensando a questa giornata.

"Ehi, vecchio (detto in maniera affettuosa Nda)"

"Dimmi"

"Sono 64 Eh.?"  *Piccolo Pugno sulla guancia*

"Eh Già"  *sospiro*

"Ehi....*pausa*...Guardami...*sguardo occhi negli occhi*...Ti Voglio Bene Vecchio"

"... "

"...Su, Alzati...Vieni Qui..."  *Abbraccio Forte*

"...Grazie..."

Ti Voglio Bene Papà.

E questo abbraccio sarà il nostro souvenir di questo tuo compleanno un pò così...perchè in fondo neanche tu ci credi davvero che quella là sia stata una bella festicciola...e forse io sono il solo ad averlo capito...ad averti capito...

Ma ci sarà un souvenir

Che ci riporterà solo certi momenti.

E sarà un bel souvenir

Una fotografia, una canzone tra i denti.

Ma ci sarà un souvenir

Che ci commuoverà fino a farci contenti.

Tieniti il tuo souvenir

Da mettere poi via ridicendoti "Avanti".

Sarà un bel souvenir il nostro souvenir

Sarà di quasi tutti i colori

Sarà un bel souvenir, sarà lo specchio di Riflessi chiari e riflessi scuri.

 

author: Swordmaster @ gennaio 17, 2007 17:06
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mercoledì, 17 gennaio 2007



If You Want To Win The Fight...Say I Believe!!!

Ieri, 16/01/2007, ho affrontato il mio primo esame universitario. Nonostante fosse un esame parziale comprendente "solo" la parte istituzionale dell'esame di Storia della Filosofia Antica e manchi quindi ancora un colloquio da sostenere per completare l'esame, lo ritengo un passo importante per la mia carriera universitaria. Ritenevo e ritengo la parte istituzionale di questo esame, che, come si sarà ormai capito, risulta diviso in due moduli, la più pesante (un manuale di più di 300 pagine da studiare completamente da soli, senza alcuna lezione al riguardo, contenete TUTTA la Storia della Filosofia Antica da Talete a Proclo compresi), quella su cui mi sentivo meno preparato (è oggettivamente impossibile, per me che non ho mai avuto molta simpatia per i manuali, tenere a mente tutto ciò che era contenuto in quelle 300 pagine), la più insidiosa (sarei stato esaminato da uno dei 5 assistenti del prof. Trabattoni e non dal professore stesso). Non nascondo certo la mia Agitazione pre-esame (testimone di essa è senza dubbio il mio Mastrel che ho incontrato sul treno andando a Milano) accresciuta dalla consapevolezza che, secondo l'elenco, sarei stato esaminato dall'assistente che in molti dicevano essere la più severa e la più fredda di tutte, nè nascondo il fatto che il Destino anche questa volta mi abbia sorriso (la prima domanda postami dall'esaminatrice era la medesima posta da un altro assistente ad una ragazza in un esame cui avevo assistito pochi minuti prima, cui sapevo rispondere sia ben chiaro, ma che comunque mi ha aiutato), nè che mi sia in qualche istante arrampicato sugli specchi (la domanda su Carneade); tuttavia non è tutto questo ciò che conta.

Nè quel che conta è aver passato bene quest'esame con una valutazione indicativa di 27/30 (la parte Istituzionale non prevede l'attribuzione di un voto, ma la semplice etichetta "Approvato" o "Non Approvato"...il voto è indicativo per il professore che interrogherà sulla seconda parte e non è assolutamente vincolante per il voto finale).

Quel che conta davvero è come io abbia passato l'esame: con le mie sole forze; grazie all'Impegno, Grande, che vi ho profuso; grazie alla Volontà Forte, Viva, Accesa, Sentita,di dover fare bene, soprattutto per me stesso; grazie alle Fede che ho messo in questa Battaglia; grazie alla Fede che ho messo in Me Stesso. Perchè sono riuscito a dimostrare con i fatti, e non solo a parole, che io in questo 2007 sono cambiato davvero. In Meglio.

Principio primo di questo successo individuale consiste nel Porre la propria volontà all'interno delle cose e nella realtà tutta, permeandola del sè. In altre parole: l'unico motivo di questo successo è stato il Credere in sè stessi, ritenendolo il principio fondativo della realtà e delle cose.

Sorridere al Destino...egli prima o poi ti sorriderà di rimando poichè è parte di te...

Ho Vinto La Mia Battaglia. Io Credo. In Me!

 

From the darkness i walk into the light

From the day i walk into the night

From the shadows i will appear

With a message for all who will hear

For the weak of heart i will Be Strong

To the Defenders Of Faith i will belong

To the last of us Fight Till We Die

Till the keys of the kingdom are mine

All stand together for the world to see

Now The Time Is Right To Live Out All Our Dreams

Say The Words Forever Your Strength Will Never Leave

If You Want To Win The Fight Say I Believe!!!

If You Wanto To Win Tonight

Say I Believe!!!

author: Swordmaster @ gennaio 17, 2007 15:28
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giovedì, 11 gennaio 2007



Per Di Qua, Comunque Vada, Sempre Sulla Mia Strada.

adattato da un'annotazione del mio taccuino

11/01/2007

- Steso sul letto a pensare; Ore 00.05 -

Oggi non stavo bene, non stavo bene per niente, e la metereopatia non può certo essere un motivo sufficiente per spiegare questo malessere. Sul pc ancora acceso sta girando "Questa è la mia Vita" di Luciano Ligabue, fedele compagno di viaggio, mi accompagna da quando ho iniziato a capire qualcosina di musica, e forse non è un caso che l'abbia scoperto durante una malattia, da piccolo; un regalo della mamma quelle due cassette verdi di "Su e giù da un Palco"; non è un caso nemmeno il fatto che "Radiofreccia" mi abbia segnato così profondamente, nè, di nuovo, può essere un caso che abbia avuto come insegnante di italiano la prof. Letizia Pagliarino e che proprio mentre sto scrivendo queste parole dalle casse esca, più viva che mai, "Si viene e si va"; non può essere un caso, infine, che proprio oggi abbia avuto voglia di riascoltarmi entrambi i cd della colonna sonora di "Radiofreccia": "...Delle canzoni, delle tue canzoni ti puoi fidare..." (cit.)

Ho giurato a me stesso che a partire da questo 2007 sarei cambiato, non tanto nel cosa quanto nel come. Ma è difficile. Ho giurato a me stesso che quel come doveva riguardare soprattutto il mio modo di rapportarmi con le persone: essere un pò meno dipendente dai miei amici, dalle persone cui voglio bene; ma è difficile: la mia stessa natura non mi permette di essere indifferente di fronte, per esempio, a una mancata conversazione con una persona cui voglio bene anche solo in Msn o alla mancata risposta ad uno squillo sul telefonino...cazzate tutto sommato, eppure non riesco, di fronte ad esse, a rimanere indifferente. In questo periodo di stasi sentimentale probabilmente, avendo bisogno d'affetto, o meglio, che mi si dimostri afetto in maniera sincera, non riesco a non attaccarmi a queste piccolezze, risultando, me ne rendo conto da me, tremendamente patetico; ma del bisogno di fondo che mi spinge non mi vergogno affatto. Credo nell' Amore e credo nell' Amicizia, quelli veri, credo che essere presente Sempre per le persone cui voglio bene davvero sia un mio dovere morale, in particolare, ma non solo, quando ne hanno bisogno,e, purtroppo ho la pretesa che le persone cui voglio bene si comportino in questo modo, allo stesso modo, con me...soprattutto quando ne ho bisogno, e soprattutto con i fantti e non solo con le parole. Sia ben chiaro, non mi sento male come mi sentivo Male fino a qualche tempo fa, ma sento di aver bisogno ora di avere accanto qualcuno che mi voglia bene veramente (ciò non significa che non ci siano persone che già mi sono accanto ora [Mario (il Master), Marty, Giulia, Marta, Jacopo, Dany & Ila solo per citarne alcuni  Nda])...Quel che mi manca, però, credo sia un rapporto d'affetto reciproco di carattere anche fisico (non faccio riferimento particolarmente a un rapporto di tipo sessuale, anzi, quasi per nulla): ho bisogno del calore di un abbraccio sincero, della gioia e del brivido di un bacio...Nonostante tutto, infatti, mi sento terribilmente Solo. Ripeto ancora una volta, e non certo per mentire a me stesso, non sto Male e probabilmente la brutta giornata e la metereopatia hanno fatto il resto spingendomi a scrivere, ma mi sto sempre più rendendo conto del fatto che, pur essendo io sostanzialmente una persona che sa conoscersi, conscia di sè, delle proprie potenzialità e dei propri limiti, pur essendo io una persona sicura di sè, che crede in sè stessa e conta principalmente sulle proprie forze, pur essendo io una persona "Forte", che non abbassa mai lo sguardo di fronte ad una Sfida, che non volta mai le spalle di fronte ad una Battaglia e che non cessa mai di Combattere e Lottare per i propri ideali e per i propri valori, pur essendo la persona benvoluta, rispettata,, qualche volta presa ad esempio, qualche volta amata, per quello che è, beh, pur essendo tutto questo, mi sto pian piano accorgendo che ora come ora dipendo totalmente dagli altri: ho bisogno, per essere felice, di condividere con altri (e non certo per esibizionismo o egocentrismo) la mia persona e la mia realtà.

Come già detto, ho giurato a me stesso di cambiare questo atteggiamento di totale dipendenza (senza per questo giungere all'estremo opposto della Misantropia) se non altro per evitare quei patetici comportamenti "da zerbino" che più volte in passato mi è capitato di assumere in maniera più o meno consapevole; Non ho mai mancato alla parola data per le questioni davvero importanti...E' difficile, certo, attuare questo cambiamento In Itinere, ma non ho certo intenzione di cominciare ora a venire meno alla parola data.

"...Sono vivo abbastanza, sono vivo abbastanza; Per di qua, comunque vada, sempre sulla mia Strada..."

11/01/2007

- Sdraiato sul letto subito dopo aver terminato di scrivere le pagine precedenti e dopo aver riacceso la musica; Ore 01.30 -

"...Vale la pena vivere; mi chiederai: sì, ma perchè?

So solo che ti dirò: Vale la pena, vedrai, da adesso in poi..."

Scrivere è come guardare allo specchio dentro la tua anima...e saperlo fare senza paura nè vergogna credo sia la cosa più importante che io abbia mai imparato, perchè ogni volta che scrivi è come se ti leggessi dentro...e ogni volta cresci un po' di più...

author: Swordmaster @ gennaio 11, 2007 09:52
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venerdì, 05 gennaio 2007



...Sopra Il Giorno Di Dolore Che Uno Ha...

Ieri Avrei voluto scrivere...avrei voluto scrivere del giorno prima, di quanto mi fossi trovato bene con me stesso e con gli altri...di come la mattina mi sia svegliato ed abbia respirato la magnifica giornata che c'era, e sia andato al mercato con mio padre; di come abbia rivisto dopo un pò di tempo Claudia e Ianna al nostro solito kebab delle 13.30 in Piazza Pontida; di come mi sia trovato Bene, ma davvero Bene, dopo tantissimo tempo con la mia Sara (  ); di come, dopo aver lasciato Sara, girovagando per una Bergamo bellissima abbia prima intravisto Claudia e Chicca e abbia deciso di CAMBIARE STRADA (evito di descrivere le implicazioni derivate dal fatto che il cambiamento di rotta dal punto di vista fisico non sia nient'altro che il riflesso di un ben più importante cambiamento "spirituale") e poi abbia incontrato Giulia, Rita (e una loro amica davvero bellissima e dolcissima  ) e abbia chiaccherato con loro per un'ora e mezza del più e del meno (anche se gli argomenti erano assai "aulici" spesse volte  ), sempre girovagando per la mia sempre più bella Bergamo; di come abbia cenato con Attilio e di come, subito dopo sia uscito con Attilio stesso insieme a Marco, Mario, Irene ed Andrea e mi sia divertito un casino (  )...di come abbia ri-trovato in questo nuovo presente un pezzo del mio passato, proiettandolo nel futuro, caricandolo di un ragionato ed oggettivo ottimismo...avrei voluto de-scrivere in dettaglio tutto questo...ma quando meno te lo aspetti, la Vita, questa Vita che, "E pure la Vita è una cosa Bella. Non è vero?", ti travolge...ti travolge come una tempesta travolge un guscio di noce, frantumandolo e trascinandolo giù, nelle abissali profondità dell'acqua; ti travolge come un treno in corsa travolge un povero cane che sta attraversando i binari, colpendolo, scaraventandolo a metri e metri di distanza, maciullando le povere membra residue con stridore di ferro arrugginito...Ti travolge d'improvviso, violentemente, e con un colpo secco d'ascia ti spezza l'ala che stavi tentando di muovere per provare a capire se fosse anche solo possibile  l'Idea di volare ...Ti travolge nel modo più naturale e più umano possibile: ti travolge come la morte di un ragazzo di 24 anni travolge una tua (cara) amica, sua cugina...e come fai a scrivere di tutte quelle cose lassù in cima quando quella Vita che tanto ami ti appare per quello che è: un Diamante...tanto duro, tanto forte, eppure tanto fragile; un diamante che corre il rischio di spezzarsi in qualsiasi momento...e tu ci puoi fare ben poco...ma ti hanno messo in testa l'idea che la vita deve essere giusta, e allora ti chiedi il perchè; non il perchè della morte (sarebbe stupido...anche la morte è vita...l'immortalità non è beatitudine, è tortura), ma il perchè di quella morte; e ti chiedi perchè proprio un ragazzo deve lasciarci, quando ci sono tante persone che aspettano naturalmente di morire...e ti dici "Non è giusto"...e ti accorgi che, quando ti hanno detto che la vita è giusta, o ti hanno detto una gran bugia oppure tu non hai capito il concetto di Giustizia, oppure, semplicemente, "...l'hai capito che la vita non è giusta come la vorresti te..." e allora tiri in mezzo il Destino...e dio...e ti chiedi come cazzo fanno certi a pensare che possa esistere un cazzo di dio buono e giusto, come cazzo fanno a Crederlo...e ti rispondi che è tanto bello pensarlo perchè su questa terra di Bontà e Giustizia ce n'è pochine...ma ti rispondi anche che di fronte a certe cose non si può non accorgersi che quel Credere (leggi: chiudere completamente gli occhi di fornte alla realtà oggettiva delle cose), quello, beh, è solo un Paradiso per Illusi... e capisci anche che questa cazzo di idea che la vita è giusta o che comunque c'è un cazzo di stronzo lassù che tu non capisci ma che deve essere per forza buono e giusto (sì, ok, ma se tu non capisci in che modo quello che fa è giusto, come cazzo fai a dire che è davvero giusto? E non venitemi a dire che "l'azione divina trascende lo scibile umano" e altre cazzate del genere...) ha arrecato più danno che aiuto, perchè ora, oltre al dolore della perdita si aggiunge anche il dolore della cruda e spietata beffa che la realtà ti inchioda violentemente in testa, alla faccia del tuo dio e di quelli che lo predicano...e il Dolore aumenta...e allora capisci che tante parole forse non servono a niente se non a sfogarsi un poco e a tentare di dire: "Vali, ti sono vicino davvero...Ti Voglio Bene...tanto..." (  )... e ti attacchi alle canzoni, alle tue canzoni, che quelle, stai pur certo, non ti tradiscono mai... e allora Silenzio...

Vali, questa è per te:

* Can't Help Falling In Love - dal film "Radiofreccia" *

author: Swordmaster @ gennaio 05, 2007 15:20
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lunedì, 01 gennaio 2007



Dialogo di un Venditore d'Almanacchi e di un Passeggere

Venditore.    Almanacchi, almanacchi nuovi; lunari nuovi. Bisognano, signore, almanacchi?

Passeggere.  Almanacchi per l'anno nuovo?

Venditore.    Sì Signore.

Passeggere.  Credete che sarà felice quest'anno nuovo?

Venditore.    Oh Illustrissimo sì, certo.

Passeggere.  Come quest'anno passato?

Venditore.    Più più assai.

Passeggere.  Come quello di là?

Venditore.    Più più Illustrissimo.

Passeggere.  Ma come qual altro? Non vi piacerebb'egli che l'anno nuovo fosse come qualcuno di questi anni ultimi?

Venditore.    Signor no, non mi piacerebbe.

Passeggere.  Quanti anni nuovi sono passati da che voi vendete almanacchi?

Venditore.    Saranno vent'anni, Illustrissimo.

Passeggere.  A quale di cotesti vent'anni vorreste che somigliasse l'anno venturo?

Venditore.    Io? Non saprei.

Passeggere.  Non vi ricordate di nessun anno in particolare, che vi parresse felice?

Venditore.    No in verità, Illustrissimo.

Passeggere.  E pure la Vita è una cosa Bella. Non è vero?

Venditore.    Cotesto si sa.

Passeggere.  Non tornereste voi a vivere cotesti vent'anni e anche tutto il tempo passato, cominciando da che nasceste?

Venditore.    Eh, caro signore, piacesse a Dio che si potesse.

Passeggere.  Ma se aveste a rifare la vita che avete fatta nè più nè meno, con tutti i piaceri e i dispiaceri che avete passati?

Venditore.    Cotesto non vorrei.

Passeggere.  Oh che altra vita vorreste rifare? La vita ch'ho fatta io, o quella del principe, o di chi altro? O non credete che io, e che il principe, e che chiunque altro, risponderebbe come voi per l'appunto; e che avendo a rifare la stessa vita che avesse fatta, nessuno vorrebbe tornare indietro?

Venditore.    Lo credo cotesto.

Passeggere.  Nè anche voi tornereste indietro con questo patto, non potendo in altro modo?

Venditore.    Signor no davvero, non tornerei.

Passeggere.  Oh che vita vorreste voi dunque?

Venditore.    Vorrei una vita così, come Dio me la mandasse, senz'altri patti.

Passeggere.  Una vita a caso, e non sapere altro avanti, come non si sa dell'anno nuovo?

Venditore.    Appunto.

Passeggere.  Così vorrei ancor io se avessi a rivivere, e così tutti. Ma questo è segno che il caso, fino a tutto quest'anno, ha trattato tutti male. e si vede chiaro che ciascuno è d'opinione che sia stato più o di più peso il male che gli è toccato che il bene; se a patto di riavere la vita di prima, con tutto il suo bene e il suo male nessuno vorrebbe rinascere. Quella vita ch'è una cosa bella, non è la vita che si conosce, ma quella che non si conosce; non la vita passata, ma la futura. Coll'anno nuovo il caso incomincerà a trattar bene voi e me e tutti gli altri, e si principierà la vita felice. Non è vero?

Venditore.    Speriamo.

Passeggere.  Dunque mostratemi l'almanacco più bello che avete.

Venditore.    Ecco, Illustrissimo: Cotesto vale trenta soldi.

Passeggere.  Ecco trenta soldi.

Venditore.    Grazie, illustrissimo: a rivederla. Almanacchi, almanacchi nuovi; lunari nuovi.

Giacomo Leopardi (Firenze 1832)

1 Gennaio 2007 ...Ho Deciso, e stavolta la mia Volontà Non Deve vacillare, (nonostante il fatto che, a differenza di Leopardi, io la mia vita "...che avete fatta nè più nè meno, con tutti i piaceri e i dispiaceri che avete passati..." molto probabilmente la rivivrei tale e quale  ) di cominciare una Nuova Vita; non tanto nel  cosa  quanto nel  come. Questo nuovo anno giunge in un periodo non certo roseo per il sottoscritto (Decisamente No) nè a livello scolastico (totale delusione per il sistema universitario), nè a livello sentimentale (Michela è praticamente scomparsa, e, ricomparsa ultimamente...meglio che non commenti va...potrei essere cattivo... Chicca idem ma in peggio...Scomparsa da tipo 4 mesi ricompare, manco chiede come va, ROMPE I COGLIONI e pretende pure di avere ragione...roba da matti...abbiamo litigato di brutto giusto due giorni fa...anche qui non vado avanti che potrei diventare davvero cattivo), nè a livello di amicizie (sono, io in primis, un pò troppo "lontano" da tutti e sono un pò tutti troppo lontani da me...chi più chi meno ), nè a livello umano (non si può certo dire che stia bene, anche se in gran parte il mio stato d'animo deriva dalle tre categorie di cui sopra...e anche se mi sento più o meno bene con me stesso e sono sicuro delle mie capacità e del mio Heart Of Steel che ora più che mai mi urla il suo e il mio Stand and Fight), ma, dopo aver per mesi praticamente vegetato, dimentico e dimenticato un pò del tutto un pò da tutti (ancora una volta, chi più chi meno... ), dopo essermi per mesi in qualche modo  lasciato vivere, l'avvento di quest'anno nuovo è riuscito a portarmi una ventata di cambiamento di cui necessitavo ormai da troppo tempo...

E, devo dire, questo 2007 è cominciato Bene  nonostante le premesse fossero scarsine (Amici & Parenti che mi interessavano tutti in trasferta...Chi a Siena [tanti e di un certo peso ] chi a New York, chi in montagna, chi poteva permettersi di decidere all'ultimo minuto...). Capodanno a Casa  e in Famiglia dunque; il che basterebbe a far pensare, come direbbe Marco,  "Strapacco"...soprattutto conoscendo i miei e le loro litigate praticamente continue ...

E invece la serata è stata piacevolissima, tranquilla, e a tratti perfino divertente  (Mia nonna è indiscutibilmente un IDOLO  )

Il pomeriggio (passato da mia madre a spignattare per la sera  ) l'ho accuratamente passato a preparare il cambiamento di cui sopra in  Atto  e non solo in  Potenza (come avrebbe detto un saggio  ): ho cambiato completamente Look alla mia camera, mettendo a posto per bene tutto ciò che era da mettere a posto (Libreria, armadi, cassetti, scrivania e mensole [su cui ovviamente troneggiano Libri, Cd e Dvd] compresi), e trasferendo in soffitta ciò che era da trasferirsi in soffitta (ossia TUTTI i libri di matematica, fisica, chimica, biologia et similia )...Circa 4 ore di lavoro (qualcosa più), ma risultato ECCELLENTE ...supportato da un ottima colonna sonora  In Labore: Manowar (ovviamente...i Monarchi non potevano certo mancare ), Jesus Christ Superstar versione originale di Andrew Lloyd Weber (con quegli idoli di Stevie Ray Vaughan [chitarra] e Ian Gillan [voce]), alcune delle più belle canzoni dei film di Bud Spencer (nella fattispecie "Superfantagenio", "Lo Chiamavano Bulldozer" e "Bomber") e i Mago de Oz con il loro spettacolarissimo "Gaia II - La Voz Dormida".

Dopodichè (ore 20.25 [avevo appena finito...]) tutti innanzi al televisore...c'è il discorso di fine anno del Presidente Giorgio Napolitano...un discorso Meraviglioso, Spettacolare, Profondamente Sentito, Chiarissimo, Importante; un discorso durante il quale a più riprese mi sono commosso. Quanto tempo era che, in Italia, non si sentiva incitare gli italiani tutti, ed in particolare NOI GIOVANI, ad avvicinarsi alla Politica...Che gran Presidente abbiamo...davvero un Gran Presidente, il cui augurio di buon anno è giunto nelle nostre case come l'augurio caloroso di un padre e di un nonno ed allo stesso tempo come l'augurio rassicurante di una Guida, di un Duce (nel senso etimologico del termine, purtroppo storpiato dalla dittatura fascista...).

Breve doccia, per levarmi di dosso la polvere sia delle pulizie sia di questo 2006 (anche se non mi sono lavato la testa...come si suol dire... "non è il male nè la botta ma purtroppo il livido" [e il livido più scuro è il ricordo]), mi vesto (Jeans, le Clarks [o come diavolo si scrive ], camicia azzurra, cravatta argento e blu scuro, giacca blu scuro gessata...perchè anche gli occhi del nuovo anno vogliono la loro parte ) e poi a tavola...la Famiglia è già tutta riunita...Nonna, Mamma, Papà e quella scassapalle [] di mia Sorella...Gran Menù TUTTO RIGOROSAMENTE FATTO IN CASA DA MIA MADRE E MIA NONNA  :  Surmontè con sei salse diverse, Zampone e Lenticchie con Polenta Taragna (Sbav ) ed infine Profitterol...il tutto accompagnato da un ottimo vino bianco e da un cabernet spettacoloso per il brindisi di mezzanotte...La cena trascorre in maniera tranquilla e piacevole...e mi vede più volte Istrione della situazione...frequenti i commenti sul discorso del Presidente, che ha colpito tutti e non solo me...una grandiosa Nonna rallegra l'atmosfera, e forse per la prima volta dopo anni, sto davvero Bene con la mia Famiglia (anche perchè mia sorella se n'è praticamente stata zitta...il che ha aiutato non poco  ).

Mancano pochi minuti alla mezzanotte dopo un momento di svago familiare (Dama & Torneo di briscola lanciato da quell' Idolo di mia Nonna al posto della pallosissima Tombola  ) ... usciamo a vedere i fuochi d'artificio sul piazzale adiacente casa e il nuovo anno ci coglie all'esterno, tra un freddo pungente e luci e colori e rumori accecanti...qualche bacio veloce e lo scambio di aguri...e tutti dentro ancora per il brindisi...uscirò poi solo, pochi minuti dopo, sul piazzale...quest'anno me lo voglio godere...

Appena prima di andare a dormire, (sul presto...verso l'una...ero anche stanco morto dato che la mattina avevo lavorato... ) alla tv casca l'occhio su uno speciale riguardante Giorgio Gaber e il suo teatro canzone; feroce critico della modernità e dei tempi che corrono (fenomenale la canzone "I Reduci"...mi ha emozionato moltissimo) Gaber, attraverso le parole dei suoi collaboratori ed amici lancia un chiaro messaggio: Non rinchiudersi in un ideale (anche di vita) ma criticare (in senso kantiano) il nostro tempo e il nostro stesso ideale, per cambiare veramente la vita...prezioso maestro Gaber per questo mio 2007... salgo in stanza con in testa e nel cuore gli insegnamenti che questa sera mi sono stati regalati dai due Giorgio e posto il messaggio precedente a questo, andando a recuperare una canzone e delle parole che non erano più mie da parecchio tempo...e attraverso queste parole, con cui chiuderò questo (fin troppo) lungo messaggio, voglio augurare a me stesso e a tutti i miei amici un Felice Anno Nuovo...

...And I Ride The Winds Of A Brand New Day High Where Mountains Stand. Found My Hope And Pride Again. Rebirth Of A Man. Time To Fly...

author: Swordmaster @ gennaio 01, 2007 14:53
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